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9 ottobre 2008

Miracolo a Sant'Anna

 

Non fu rappresaglia, anzi i partigiani non c’entrano niente con l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, infatti non ce ne erano proprio di partigiani a Sant’Anna di Stazzema. E la tragedia è stato solo un atto premeditato, terroristico, dei tedeschi.
Questo quello che sostengono i partigiani, criticando il film di Spike Lee, Miracolo a Sant'Anna.

Due, quindi, le scene del film incriminate :

1- il generale tedesco, prima di uccidere 560 tra donne anziani e bambini, chiede ripetutamente e con insistenza di consegnargli Farfalla, il partigiano che da qualche tempo stava colpendo le squadre tedesche appostate nella zona. Facendo intendere che se Farfalla si fosse consegnato o se qualche abitante di Sant’Anna lo avesse tradito e consegnato, l’eccidio sarebbe stato evitato.

2- Favino, che nel film interpreta Farfalla, confessa il suo dolore a un’anziana donna. Ciò che Favino non riesce a perdonarsi è che se avesse saputo di quello che stava succedendo a Sant'Anna, si sarebbe consegnato, evitando la strage. Insomma, ammettendo che ciò che è successo è colpa di un partigiano.


Il racconto di un sopravvissuto

Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.

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